Quell'allenatore che magicamente diventò persona
Due domande sorgono poco dopo i titoli di testa.1) Ma chi diavolo è Brian Clough?
2) Ma lo United del titolo, non era quello di Manchester?
Alla prima domanda risponderà il film. Alla seconda invece siamo in grado di rispondere da soli. La squadra di cui si parla è il Leeds United, che negli anni '60 e '70 spadroneggiava nella lega inglese. Brian si presenta immediatamente come un uomo arrogante, spavaldo, sicuro di sè e ambizioso. Il tipo di personaggio che serve a mandare avanti una storia insomma.
E la storià filerà. Cominci ad appassionarti da subito, quando lo sceneggiatore compie quella che alcuni definiscono "semina": lancia una profezia.
"Non troverò pace finchè non avrò superato qualsiasi traguardo quell'uomo ha mai raggiunto".
La pronuncia lo stesso Clough, il protagonista di questa bella storia, e l'uomo a cui si riferisce è il mitico Don Revie, suo predecessore sulla panchine del Leeds. È una storia di sport in giacca e cravatta, è la vittoria di un uomo su sè stesso, è un pezzo di storia calcistica narrato con la maestria di un vero cineasta, Tom Hooper ("Il discorso del Re", "Le Miserables").