Che Blog è mai questo?

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Cinque giovani uomini stanno provando a capire come le cose vanno filmate, come le cose vanno narrate, come le cose vanno trasmesse, insomma, come si fa il cinema. Quale miglior modo di capire se non quello di ragionare su come se la cava chi ne sa più di noi?

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8 luglio 2014

Bronson

Talento, istinto, bisogno e condanna: l'esteta della violenza


bronson poster
Nicholas Winding Refn è uno dei registi più talentuosi del momento.  
"Drive" e questo "Bronson" mi sono bastati a trovare la conferma di questa affermazione, che avevo letto e sentito svariate volte negli ultimi tempi.

Violenza.

Imperativo categorico dei suoi film, la violenza lega indissolubilmente le due pellicole e i due personaggi che di queste pellicole sono protagonisti: il guidatore interpretato da Ryan Gosling e Mickey Peterson alias Charles Bronson, interpretato da un Tom Hardy sontuoso e incisivo con lo stesso fisico che avrebbe caratterizzato il suo Bane in "The Dark Knight Rises" quattro anni dopo.

Ma se il protagonista di "Drive" con la violenza ha a che fare e la usa solo quando costretto, il Bronson di Hardy la violenza la vive e la usa per piacere: un piacere morboso che sa quasi di necessità, "piacere" che va inteso sia come sostantivo che come verbo.
Già, perchè l'uomo che diventerà il detenuto più famoso d'Inghilterra, a diciannove anni, era solo un ragazzo che voleva farsi conoscere.